Diving Coral Reef, Italy

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Francesco

01/11/14 at 13:07

Risaliti in barca dall'immersione a Pan di Zucchero, percorriamo il tunnel tra le rocce in direzione spiaggia di Masua, che dista 1500 m. Dopo qualche minuto attracchiamo al piccolo molo adiacente alla spiaggia e sbarchiamo su una piccola piattaforma dove, per camminare, sono consigliate le ciabatte. Giusto il tempo di toglierci la muta e, invitati dalla splendida giornata di sole e dall'acqua cristallina, ci tuffiamo in acqua. In spiaggia ci raggiungono anche Tiziana, Arianna e Vincenzo. Mentre siamo tutti in acqua, Stefy e Tiziana notano una specie di trigone che poi, dopo esserci documentati, riusciamo ad identificarlo come torpedine maculata, (specie che vive abitualmente nei mari tropicali). Dopo circa 90 min. Fabio, che nel frattempo con Federico aveva fatto cambio bombole per tutti, ci chiama per la prossima immersione. Indossare la muta ancora bagnata e fredda, dopo esser stati al sole, non è proprio piacevole. Questa volta Mattia si immergerà con noi, mentre Tiziana farà da barcaiola. La Grotta Azzurra dista dalla spiaggia di Masua circa 1200 m. ed è ubicata a circa 280 m. a sud dalla punta ovest di Pan di Zucchero. Durante il tragitto si passa vicino all'entrata a mare della miniera di Porto Flavia. Il mare da poco mosso sta diventando mosso, ma il punto in cui caliamo l'ancora è riparato, tant'è che possiamo indossare i gav direttamente in acqua. Nuotiamo in superficie per circa 20m. radunandoci a ridosso dell' alta parete rocciosa in modo da essere riparati dalle onde di maestrale. Il mio manometro segna 200 bar, mentre quello di Stefy indica 190bar. Appena immersi sostiamo qualche istante per assestarci a 6,5m. vicino ad alcune rocce che sporgono dalla parete, per poi iniziare tutti insieme l' esplorazione. Procediamo con una discesa verso nord, tenendoci molto vicini alla parete per evitare la corrente. Dopo circa 12 min. raggiungiamo il punto più profondo di 17,5m. Da qui risaliamo di qualche metro per ritrovarci davanti all' ampio ingresso della grotta. Qualche metro oltre l'ingresso, sulla destra trovo alcune vacchette di mare. Man mano che avanziamo gli spazi si restringono, fino a costringerci a procedere in fila uno dietro l'altro. Il fondo è sabbioso ed è necceSsario fare cautela nel pinneggiare per evitare di sollevare sospensione. La grotta si presenta come un tunnel con due varchi, con un ingresso ed un'uscita, ed è disposta in linea retta con leggera pendenza verso l'alto. Il percorso al suo interno dura circa 8 min. L'uscita si trova a 4,5 m. dal fondo sabbioso (16,2 m.). Man mano che usciamo dalla grotta ci raduniamo sul fondo. Poi iniziamo il rientro risalendo lentamente e procedendo per circa 12 min. affiancando la parete alla nostra sinistra. Gli ultimi 5 min. li percorriamo ad una profondità media non superiore a 6m. Risaliamo in barca dopo 36 min. di immersione. - Compagni di immersione: Fabio (guida), Stefy, Giorgio Ad, Roberto Crb, Mattia, Federico, Alessio - Distanza punto d'imbarco: 14,8 Km. - Tempo di navigazione: 33 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: assente - Corrente in immersione: leggera di maestrale - Rif. visivi: 280m. a nord di Pan di Zucchero - Problemi riscontrati: nessuno

Francesco

01/11/14 at 10:29

Oggi abbiamo in programma la richiestissima e sospirata immersione a Pan di Zucchero. Considerata la notevole distanza da percorrere in barca partendo direttamente dal diving (a Sant'Antioco), Fabio ha preferito darci appuntamento allo scivolo del porticciolo turistico di Portoscuso. Insieme a Stefy arrivo puntale, trovando già sul molo Fabio, Tiziana, Federico, Alessio Pinna, Giorgio Addona e Roberto Carboni. La barca è già stata calata in acqua (con grande allegria di Fabio che ha pagato ben 15 euro di servizio portuale). Parcheggiamo al molo e trasportiamo l'attrezzatura al piccolo imbarcadero trafficatissimo da tutti noi intenti nella vestizione e assemblaggio di gav e bombola. Ci sono anche gli amici non sub Arianna e Vincenzo che, insieme a Tiziana, ci raggiungeranno in macchina alla spiaggia di Masua. Poco più tardi ci raggiunge Mattia (un allievo di Fabio), che farà la sua prima immersione dopo il conseguimento del brevetto Open. La mia bombola è da 15 litri, caricata con aria compressa a 200bar, esattamente come quella di Stefy. Terminate le ultime operazioni di carico, (inclusa la nostra cesta con le videocamere ed i panini), salpiamo alla volta di Masua. Le bombole sono alloggiate nei porta bombola nel posto assegnato a ciascuno di noi, mentre le 2° bombole sono agganciate nell'apposita griglia a centro barca. Positiva la verifica sulla presenza a bordo della bombola di ossigeno e l'attrezzatura di pronto soccorso. Dopo le forti mareggiate dei giorni scorsi, oggi il mare è poco mosso, con onde di maestrale. Il cielo è sereno e c'è una buona visibilità. La temperatura è di 23°, anche se la brezza di maestrale, unita al moto della barca, ci fa sentire l'aria più fresca. Doppiato Capo Malfatano, punto di incrocio tra il mar di Sardegna ed il Canale di San Pietro, il vortice ondoso che si è creato inizia a placarsi consentendo alla barca di procedere con più fluidità. Il panorama è molto bello. Le coste da Portoscuso a Porto Paglia scendono a parete fino all'acqua, consentendo l'accesso solo dal mare o con arrampicata su roccia.Superata Spiaggia di Mezzo, nel litorale di Nebida si gode lo spettacolo creato da suggestivi faraglioni che s'innalzano per qualche decina di metri fuori dall'acqua. Mentre navighiamo verso il punto di immersione, il maestoso e candido scoglio di Pan di Zucchero è sempre più vicino. Pan di Zucchero, il cui nome originario è Concali su Terrainu, è un faraglione calcareo alto 133m. grande 3,72 ettari, che dista dalla costa circa 300m. Prende il suo nome dalla somiglianza ad uno zolla di zucchero. Si è formato dall'erosione marina ed al distacco dalla terraferma di Punta Is Cicalas. Alle 10:13, dopo circa 30 min. di navigazione, attracchiamo sul lato sud dell'isolotto, 80m. ad ovest dal tunnel che va in direzione Masua. Siamo perfettamente riparati dal maestrale e c'è assenza di corrente, pertanto possiamo calare i gav ed indossarli direttamente in acqua. Io scenderò con 2kg. di zavorra, mentre Stefy con 3kg. Dopo il briefing pre-immersione, Fabio da il consenso alla discesa. Effettuo con Stefy gli ultimi controlli reciproci ed alle 10:29 ci immergiamo. Fabio è in testa al gruppo, seguito da Alessio, Roberto e Giorgio, poi ci siamo io e Stefy ed, infine, Federico che chiude il gruppo. Ci dirigiamo verso nord-ovest, costeggiando la parete alla nostra destra. Trovo subito un meraviglioso spirografo che, nonostante mi avvicini fin quasi a sfiorarlo, rimane aperto. Dopo 3min. scendo a 15m., per percorrere un tunnel semiaperto tra le rocce fino alla profondità di 20,6m. Le pareti dell'isolotto scendono ripide con una pendenza fino a 90°. Il fondale è costituito da un'immensa distesa di sabbia alternata da grossi massi dove stazionano saraghi di notevoli dimensioni e piccole cernie. Non rilevo alcuna presenza di posidonia. Procediamo per circa 400m. raggiungendo dopo 18min. la punta nord dell'isolotto, alla profondità di 21,7m. Iniziamo il rientro risalendo tranquillamente la parete ricca di anemoni, stelle di mare e, sopra i 15m., polpi. Dopo 36min., alla profondità del safety stop, Fabio ci attende vicino ad un gruppo di rocce e riunendoci ci indica di seguirlo. Ci dirigiamo verso una grotta con un ampio ingresso. Procediamo seguendo Fabio accostando la parete di destra ed effettuando una lenta risalita all'interno di un sifone, fino ad uscire in superficie. Qui togliamo l'erogatore e respiriamo l'aria naturale. Ci soffermiamo qualche minuto ad osservare la volta della grotta che ha un'altezza stimata di circa 20 m., con lisce pareti dorate per lo scorrere dell'acqua che la rendono particolarmente luminosa. Poi, ci immergiamo e percorriamo a ritroso il percorso fatto per entrare. Mentre usciamo siamo avvolti ad uno ad uno dai raggi di luce solare così luminosi che quasi ci abbagliano. Possiamo quindi iniziare la risalita verso la superficie, concludendo dopo 41 min. questa fantastica immersione. Termino l'immersione con 90 bar, mentre Stefy con 80 bar. - Compagni di immersione: Fabio (guida), Stefy, Giorgio Ad, Roberto Crb, Federico, Alessio - Distanza punto d'imbarco: 14,3 Km. - Tempo di navigazione: 30 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: assente - Corrente in immersione: leggera di maestrale - Rif. visivi: 300m ad est dal tunnel a sud di Pan di Zucchero - Problemi riscontrati: nessuno

Francesco

27/09/14 at 11:49

Dopo la prima immersione, ci spostiamo di circa 200m. a sudest (la secca ha una lunghezza di circa 600m.). Sostituiamo le bombole da 15 con quelle da 12 e ci prepariamo per la prossima immersione. Nel frattempo il vento ha girato da maestrale a scirocco ed il mare presenta qualche onda leggera. Stefy decide di scendere con 3 kg. perché prima con 4 era troppo negativa. Roberto stranamente oggi non ha portato alcuna videocamera, mentre Matthieu oltre alla macchina fotografica che tiene in mano, sulla testa ha una fascia con montata una actioncam. Iniziamo l'immersione e raggiungiamo il cappello della secca a circa 18m. La trasparenza dell'acqua è tale che anche in profondità la visibilità è ottima. Raggiungiamo il punto più profondo dopo 12min. a 32,2m.. Proseguendo qualche metro ad ovest, la profondità aumenta. Sia la vegetazione che la fauna, sono le stesse rilevate nella precedente immersione, con spugne ad albero (axinella cannabina) e bellissimi spirografi. Invece c'è scarsa presenza di pesce, eccetto castagnole, donzelle e sciarrani. Dai 32m risalgo lungo alcune rocce fino a 25m. Qui trovo Stefy intenta a salvare una flabellina dalla caduta libera, riuscendo a farla atterrare sopra un'alga. Poco più avanti Roberto mi fa scendere di qualche metro per mostrarmi una vacchetta di mare. Resto qualche istante per fotografare ed avviso anche Matthieu che mi raggiunge. Controllo il computer ed ho già accumulato una decina di minuti di deco. Risalgo a 18m in 3min circa e la deco ora è di 16min. Anche Stefy ha accumulato deco e me lo segnala indicandomi il suo computer. Fabio è ancora distante da noi. Inizialmente mi muovo per andargli incontro, ma poi rientro verso la cima dell'ancora. Nel frattempo Roberto ha iniziato la risalita verso la superficie. Poco prima di risalire Stefy, ferma in assetto qualche metro sopra noi, ed indica a me e Fabio un polpo in tana. Dopo 30min ho accumulato 31 min. di deco. Con Stefy, Fabio e Matthieu, effettuo 1min di deep stop a 12m. Dopo un controllo aria Stefy ha ancora 20bar, mentre io 40 bar. Proseguiamo la risalita fino a 6m. Qui ci aspetta una lunga sosta di circa 40min. Stefy termina l'aria e, accompagnata da Fabio, risale in superficie per prendere gav e bombola di Roberto. Anche io ho quasi terminato l'aria, tant'è che la respirazione è diventata molto dura. Matthieu mi offre la sua FAA ed iniziamo una condivisione d'aria che durerà una decina di minuti. Poi riprendo a respirare con il mio erogatore e risalgo a 3m (quota di deco indicata dal computer) per consumare meno aria. Stefy, che nel frattempo è ridiscesa, su consiglio di Fabio ha sostituito il suo gav con quello di Roberto senza sapere che Roberto quando è arrivato in superficie aveva tolto i pesi. Nonostante sia molto positiva, per qualche minuto riesce a mantenersi a quota 6m alla cima dell'ancora, ma poco prima di terminare la deco decide di risalire in superficie. Io dai 3m riscendo a 6m e riprendo la condivisione dell'aria con Matthieu. Fabio, controllando il suo computer da il consenso a tutti di risalire in superficie, ma in mio computer inizia a suonare indicandomi un salto tappa di circa 7min. Per compensare (almeno idealmente) quando risalgo in barca bevo una bottiglia d'acqua.

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Francesco

Carbonia

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53 dives

Posted on 10/09/14 at 14:14

Boat and equipment:

Guiding and safety:

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diving Coral Reef Sant'Antioco

Il Diving CORAL-REEF è un originale e confortevole centro immersioni che “galleggia” nella laguna della splendida isola di S.Antioco, famosa al mondo per la presenza dell’ormai protetta pinna nobilis, ed è situato a ridosso del lungomare nel porticciolo turistico di Sant'Antioco