Pula Diving Center, Italy
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27/06/14 at 10:16
L'appuntamento è fissato per le 8:45. Dopo una visita turistica tra bar e strutture del porto all'invana ricerca di una toilette, decidiamo di trasportare l' attrezzatura sulla banchina. Nel frattempo arrivano Alessandra e Luca che salgono sul gommone per svuotare l'acqua dalla sentina. Verso le 9:10 arriva Matteo con le bombole e possiamo iniziare a prepararci. Inizio a montare gav ed erogatori su una bombola da 15l, inverto le caramelle per collegare meglio le fruste. Appena apro l'aria l'attacco INT inizia a sfiatare. Faccio notare il problema a Matteo che mi passa direttamente una nuova caramella. Anche il primo stadio di Stefy sfiata e sostituisce l'o-ring. Salpiamo alle 9:35 ed arriviamo sul punto alle 9:50. Attracchiamo al centro di una insenatura a circa 500m. dagli agli scavi archeologici di Nora. Il mare è calmo e non c'è vento. Mentre ci prepariamo per il tuffo, Matteo fa il briefing spiegando che il porto di Nora, essendo disposto su due versanti, comprendeva più moli che venivano utilizzati in relazione alle condizioni del mare. Il nostro gommone era attraccato in un punto dove in passato esisteva il molo principale e che, con l'innalzamento delle acque, ora stava su un fondale di 8 metri. Durante l' immersione percorreremo il lungo muro spartiacque disposto parallelamente alla costa, per poi, tornare indietro e visitare l'area dove esistevano alcuni edifici con pavimenti ricoperti un tempo da mosaici. Mentre Stefy decide di tuffarsi per sistemarsi meglio la muta, Roberto la precede e, dopo aver indossato il gav, si accorge di aver dimenticato le pinne in barca. Invece io preferisco indossare tutto in barca e tuffarmi con capovolta all'indietro. Mentre termino la vestizione mi accorgo di avere una ferita sanguinante sulla mano sinistra, forse fatta calando il gav di Stefy in acqua, o mentre mi vestivo. Alessandra, che resta in barca, ci fa da prezioso supporto controllandoci durante la vestizione e porgendoci torce e videocamere in acqua. Appena giunti sul fondo notiamo tanti pezzi di anfora sparpagliati tra sabbia e posidonia. Matteo, che ci fa da guida, spolverando e togliendo la sabbia in siti ben distinti ci fa vedere anfore ancora intatte ed altri pezzi interessanti. Poi, con cura, risistema i reperti in modo da celarli alla vista di altri sub che potrebbero portarli via. E' passata una decina di minuti circa quando Stefy mi fa notare che la sua FAA va in continuo. Allora stacco la sua faa dal porta boccaglio ruotandola verso il fondo in modo da interromperne il flusso. Risolto il problema di Stefy, mi accorgo che anche a me capitava la stessa cosa. Procediamo seguendo la linea guida del muro frangi acque che, nonostante l'erosione del mare, in diversi punti è ancora individuabile e costituisce l'unico riferimento di orientamento possibile, considerando che il fondale è ricoperto quasi totalmente dalla posidonia. Più avanziamo con l'esplorazione, più il sito diventa interessante. Roberto riprende tutto con la sua videocamera, Stefy è intenta a scattare fotografie, mentre io collaudo la nuova action camera Intova, anche se scritte e simboli sul display sono molto piccoli, ed essendo la prima volta che la utilizzo alcune funzioni non riesco ad attivarle intuitivamente. L'esplorazione prosegue con Matteo e Roberto avanti ed io, Stefy e Luca circa 20m.indietro che curiosiamo tra la posidonia in cerca di altre anfore. Raggiungiamo una grande ancora spagnola, disposta in posizione verticale sulle rocce. Durante il percorso Stefy, giusto per non perdere l'allenamento, trova altri occhi di S.Lucia. Dopo circa 40minuti giungiamo su un area dove un tempo sorgevano edifici portuali. Matteo ci fa notare la pavimentazione che un tempo era ricoperta da mosaici. Poi ci dirigiamo verso la barca. Durante l' intera immersione la nostra attenzione era rivolta prevalentemente alla ricerca di reperti. Non ho riscontrato presenza di pesci, se non sporadiche castagnole. Oltre alla presenza predominante di posidonia, ho rilevato spugne e spirografi. - Compagni di immersione: Matteo(guida), Stefy, Luca. Roberto Crbn - Distanza punto d'imbarco: 7 Km. - Tempo di navigazione: 15 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: assente - Corrente in immersione: assente - Rif.visivi: 350 metri ad ovest dagli scavi di Nora - Problemi riscontrati: guarnizione manometro, FAA in continuo
18/08/13 at 11:53
Dalla secca del Candeliere ci spostiamo verso gli isolotti Padiglioni. Il nome del punto “i Faraglioni” penso derivi dal fatto che tali isolotti, che sporgono dall'acqua una decina di metri, hanno delle pareti quasi verticali che scendono sino a 40m. Le rocce sono modellate come quando, giocando in riva al mare, si creano guglie di sabbia bagnata e, con la fantasia, assumono diverse forme, come l'elefante o l'occhio del gufo. Dopo un intervallo di superficie di circa un ora, ci caliamo in acqua. La corrente è leggera, pertanto per indossare il gav non dobbiamo soffrire come nella precedente immersione. La trasparenza dell'acqua è tale che quasi senza renderci conto ci ritroviamo oltre i 20m. Cedo la fotocamera a Stefy, che si diverte ad inseguire i pesci e fotografare tantissimi nudibranchi. Ogni sub segue lo stesso percorso ma con i propri ritmi di nuoto, consentendo a me e Stefy di procedere tranquillamente, senza correre. Ogni tanto, volgendo lo sguardo verso l'alto, notiamo Alessandro che controlla che l'esplorazione si svolga senza problemi. Stefy è scesa con 3kg. ed il suo assetto è migliorato notevolmente. Dopo 9 min. raggiungiamo il punto più profondo (26,6m.). L'immersione si svolge percorrendo la parete est dell'isolotto (quello più distante dalla costa), per poi deviare verso destra attraversando un lungo canalone che sfocia sul lato opposto del faraglione e, procedendo con la parete ovest alla nostra destra, ritornare alla cima dell'ancora. Effettuiamo la sosta di sicurezza esplorando i fondali intorno ai 5/6 m. Terminiamo l'immersione dopo 44min. - Compagni di immersione: Matteo (guida), Stefy, Alessandro, Andrea - Distanza punto d'imbarco: 27 km. - Tempo di navigazione: 50 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: leggera da est - Corrente in immersione: leggera da est - Rif. visivi: 900 m. ad ovest del faro di Capo Malfatano - Problemi riscontrati: nessuno
18/08/13 at 10:16
Sono arrivato, insieme a Stefy, al porto di Perd'e Sali (Pula) alle 8:30. Appena arrivati abbiamo subito notato alcuni ragazzi vicino ad un gommone attraccato al molo, che maneggiavano alcune bombole, mute e attrezzatura varia. Cerco subito Matteo (un istruttore PADI del diving di circa 35 anni) che ci accoglie simpaticamente. Subito dopo ci presentiamo ad Andrea (Staff), Maria Grazia e Luca (appassionato di foto). La bombola (Scubapro) è già pronta con attacco INT e DIN. Salpiamo alle 8:45. Sul gommone ci sono anche altri due ragazzi ed una ragazza, ed Alessandro (una guida sub dello staff). Il paesaggio è molto bello: il mare è costellato da diversi grossi scogli affioranti e qualche isoletta (Isola di S.Macario). Sino al sito prescelto costeggiamo diverse spiagge, da Nora a Santa Margherita di Pula, sino a Fort Village e Chia. Durante il tragitto preleviamo altri due sub: Renato (a Cala Verde) ed Andrea (a Fort Village). Arriviamo sul punto di immersione alle 9:44. Come riportato sul sito del diving, la secca Il Candeliere è una guglia di roccia granitica che da una profondità di circa 42m. risale con delle pareti verticali fino a 13m. La secca è investita da una lunga striscia di corrente, abbastanza sostenuta, larga circa 20m., che crea leggere ma frizzanti increspature e va in direzione Capo Teulada. Matteo, dopo aver calato l'ancora ed aver assicurato stabilità al gommone, cinge i lati con una cima (per poter concedere ai sub un appiglio in acqua) e cala a poppa 5/6 m. di sagola con un salvagente segna sub. Inoltre assicura ad una cima una bombola da 12l. calandola a 5m., per eventuali “fine aria”. Alessandro fa il briefing dell' immersione, spiegando che seguiremo un percorso partendo dalla parte bassa della secca, per poi risalire a spirale lungo le pareti. Ribadisce, inoltre, che raramente in questa secca non si trova corrente, ed anche per questo è sempre ricca di pesci. La vestizione di muta e gav viene effettuata da tutti direttamente sul gommone, per poi entrare in acqua con la capovolta all'indietro. Stefy è tra i primi ad entrare in acqua in quanto, da asciutta, non riesce ad indossare la muta. Purtroppo deve affrontare subito il problema corrente, che la costringe a tenersi ad una cima, non consentendole di indossare il gav. sono trascorsi già 15min. che Stefy, ormai stanca, mi confida di voler rinunciare all'immersione, ma interviene in suo aiuto Andrea che le consiglia di spostarsi a poppa, in modo da poterla aiutare più agevolmente. Anche io mi tuffo in acqua, avvertendo la forza della corrente. Indosso il gav uno spallaccio per volta, mantenendomi con una mano ad una cima. Mi trovo in acqua a centro barca: a prua gli altri sub attendono attaccati alla cima dell'ancora; a poppa Stefy è aiutata a procedere controcorrente da Alessandro. Inizialmente vado verso Stefy con l'intento di aiutarla, ma Alessandro mi indica di raggiungere gli altri a prua. Iniziamo l'immersione utilizzando la cima dell'ancora sino al cappello della secca. Qui la corrente è sempre presente ma meno forte. Io, insieme a Stefy e Luca seguiamo Alessandro, mentre gli altri seguono Matteo che resterà a profondità inferiori. Iniziamo l'esplorazione e, superati i 28m., il mio computer inizia a suonare, facendomi capire che mi sono completamente dimenticato di impostarlo per immersione con aria; infatti, nella precedente immersione a Cala Piombo, era impostato con EAN32 PpO2 1,2. Quindi, penso subito di affidarmi agli stop che farà Stefy. Le pareti sono in parte ricoperte dall'alga di Taylor. Siamo subito avvolti da nuvole di castagnole e branchi di saraghi. Dopo 7min. raggiungiamo i 40m., scoprendo che il fondo intorno alla secca è sabbioso. Alla base c'è una grossa roccia con una fenditura che l'attraversa da parte a parte. Proprio in questa fenditura è di casa un grosso grongo, di dimensioni mai riscontate in precedenza. Risalendo di qualche metro Stefy mi indica che il suo computer è entrato in modalità deco. Mi fa anche altri gesti ma non riesco a capire (sarebbe stata utile le lavagnetta!). Invece, il mio computer non segnava alcuna deco, perciò mi dovevo attenere a quote e tappe di Stefy. Intorno ai 36m. Alessandro con la mano spazzola un po di sabbia, facendo affiorare un' ancora romana. Risalendo dolcemente le ripide pareti (alle quale restavo vicinissimo per non essere trascinato dalla corrente), rilevo una gorgonia bianca. Risaliamo sul cappello della secca e, attaccati alla cima dell'ancora, eseguiamo una lenta risalita dai 12 m. alla superficie, impiegando circa 7min. (compresa la tappa di sicurezza). Risaliti in superficie, la corrente mi sospinge verso la barca. Passo ad Andrea, pesi, torcia e digitale e, tempo di togliermi gav e pinne, risalgo in gommone dalla scaletta laterale. - Compagni di immersione: Alessandro (guida), Stefy, Luca - Distanza punto d'imbarco: 25 Km - Tempo di navigazione: 45 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: poche nuvole - Vento: assente - Corrente in superficie: molto forte da est - Corrente in immersione: forte da est - Rif. visivi: circa 600 m. sudest spiaggia di Chia - Problemi riscontrati: computer impostato su Ean32 anziché in aria
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(2 reviews) |
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Posted on 27/02/17 at 23:32 |
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