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  • Nº41 # Date: 2012-09-08 - 11:09
  • # Max Depth: 23.8m Duration: 43mins
Diver's Notes

Informato qualche giorno fa da Roberto, ho colto l’opportunità di visitare questo relitto sito in acque interdette alla navigazione, (zona militare). Appuntamento alle 9:00 al molo del canale di Porto Pino. Arrivo puntuale insieme a Marcello, Roberto e Giuseppe. Scarichiamo l’attrezzatura e spostiamo l’auto al parcheggio a pagamento (300m. circa). Al molo iniziano a giungere altre persone (in tutto saremo 13). Arriva anche il furgone del diving con bombole e qualche erogatore. La borsa, dopo averla svuotata dall’attrezzatura, si può sistemare dentro il furgone del diving. Il gommone è attraccato affianco ad altre barche a qualche decina di m. da noi, in un’area di mare adiacente l’uscita del canale e per spostarlo al molo e caricare l’attrezzatura, Nicola deve arrivarci quasi a nuoto. L’ambiente è misto: c’è appunto Nicola (proprietario del diving); poi Anna e Andrea col ragazzo (presumo) che, boriosi, vantano di essere super esperti e fanno gruppetto a parte (equipaggiati con muta stagna, bi-bombola ed altra strumentazione); poi c’è Efisio con i simpatici Barbara e marito (turisti romani), che riferendosi al gruppetto, enunciano che la bravura non è sempre proporzionale a tipo e qualità di attrezzatura esibita; infine ci sono altri 2 ragazzi: il primo (del diving) che farà il barcaiolo ed il secondo, un tipo superbo che non darà confidenza a nessuno. Nicola, prima di darmi la bombola, chiede di mostrargli i miei brevetti, per capire che tipo di immersione posso fare. Le bombole (usate e riusate Scubapro) sono tutte chiuse con nastro removib. sull’attacco INT: questo sistema serve per identificare quelle piene dalle vuote. Monto il gav alla bombola e con un po’ di difficoltà mi accingo ad agganciare gli erogatori, perché rispetto alle Mares, hanno l’attacco DIN sulla sinistra quasi attaccato a quello INT ed il mio 1° stadio occupa maggiore spazio di quello disponibile. Carichiamo tutto sul gommone, che è abbastanza ampio (penso almeno 6m.), telonato a mezzo scafo (zona timone), con motore da 220Cw. Alle 10:10 partiamo con rotta Cala Piombo. I litorali, sono fantastici, ancora isolati e selvaggi: piccole insenature con sabbia a volte bianchissima, altre nera o a ciottoli; maestosi picconi di roccia granitica che scendono a strapiombo sul mare, sorvolati da falchetti reali. Doppiamo Capo Teulada (la punta più a sud della Sardegna) ed oltrepassiamo la baia di Cala Galera, per arrivare alle 10.35 al relitto. Il Dino era una motonave italiana lunga circa 80m. che trasportava argilla, affondata nel 1973 a causa di una forte mareggiata di scirocco mentre era alla fonda a Cala Zafferano. Giace ancora in assetto di navigazione su un fondale sabbioso con detriti e posidonia. La profondità minima è 18m. mentre il fondale max è 25m. I 3 ragazzi con le bibo, insieme a Roberto (munito di 2 videocamere con fari), si immergono per primi autonomamente ed entreranno a visitare il relitto. Mentre il resto del gruppo si prepara ad indossare l’attrezzatura. Come fase preparatoria, in acqua è stato predisposto un salvagente alto e quadrato, assicurato con una cima a qualche metro dalla barca, in modo tale che chi è pronto possa avere un punto di riferimento ed un appiglio dove sostare. Inoltre, a -5m. è stata calata una bombola con due erogatori nell’eventualità che a fine immersione chi dovesse restare senz’aria possa effettuare la sosta di sicurezza. Mentre tutti attendevamo Nicola (ancora sulla barca con problemi alla muta), Marcello, che stava poco distante da me, osservando in profondità i ragazzi con le bibo, si convince che siamo già tutti sotto e si immerge velocemente lasciandoci tutti senza parole. Ma, dopo qualche minuto, a velocità impressionante, ecco che riemerge saltando fuori dall’acqua col gav stragonfio, sorpreso di trovarci ancora tutti in superficie: aveva dimenticato la digitale e la torcia ed era salito a prenderle. Giustamente Nicola gli fa notare il pericoloso errore di pallonata e lo riprende anche per essere sceso da solo senza attendere il gruppo. Finalmente Nicola è sceso in acqua tra noi, fa un breve briefing sul relitto da visitare e forma le coppie. Il mio compagno sarà, (per l’appunto), Marcello. L’immersione è molto bella e la visibilità è buona. La nave è divisa in due tronconi, la poppa verso est, adagiata sul fianco destro; mentre la prua sul lato opposto, adagiata sul fianco sinistro. La distanza tra i due tronconi (intorno ai 40m.) è coperta da pezzi di lamiere della stiva di carico sparsi sul fondale, ma che cmq. non si discostano tanto dall’asse longitudinale della nave. La poppa è rimasta ancora in buone condizioni, col fumaiolo intatto. Sull’ampio terrazzo sottostante ci sono ancora i corrimano ed alcune cime. Ancora un piano sotto c’è la sala principale con i diversi oblo, all’interno si vedono dei termosifoni ed altre porte sia chiuse che aperte. Iniziamo l’immersione sul lato sinistro ed osserviamo la grande chiglia ricoperta di vegetazione che scende sul fondo. Facendo il giro della poppa sono presenti delle aperture dove ho potuto intravedere i ragazzi con le bibo. Peccato non poter visitare internamente! Ma oggi siamo troppi e c’è troppa sospensione per osservare bene. Ci avviamo verso la prua sorvolando la parte stiva, dove ci sono grandi lamiere con delle scanalature a gradino. Ancora più avanti, adagiato sul fondo, c’è l’albero maestro. Termino l’ immersione dopo 43 min con 50 bar

- Compagni di immersione: Nicola (guida), Marcello Rmn, Roberto Crbn, Giuseppe Crbn, Efisio, Barbara e marito
- Distanza punto d'imbarco: 16 Km.
- Tempo di navigazione: 25 min.
- Condizioni del mare: calmo
- Condizioni meteo: sereno
- Vento: assente
- Corrente in superficie: assente
- Corrente in immersione: assente
- Problemi riscontrati: nessuno

Dive Profile
Dive Location

  • Temp: Surf 24°C Bottom 21°C
  • Dive type : Recreational, Wreck, Photo
  • Visibility: Good Water: Salt
Specific gear used
  • Weights: 4 kg
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Overall review
Dive difficulty
Marine life quality
Wreck
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Dive Profile

  • 1. Air
  • 15L Steel     200 → 50 bar
  •  
  • Average depth: 17.4m
Data provided by EOL.org

Species Identified

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